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Non si fermano le lamentele dei consumatori che scrivono per chiedere come difendersi dal telemarketing, ovvero quelle chiamate indesiderate che ci tormentano a tutte le ore del giorno da parte di call-center, spesso aggressivi, che disturbano durante l’orario lavorativo o di riposo.

Il loro obiettivo è quello di proporvi i contratti più disparati, come, ad esempio, un cambio di operatore telefonico o di energia elettrica, l’acquisto di nuovi prodotti o l’adesione ad una sedicente “promozione”.

Vi è un modo per difendersi dal telemarketing ed evitare di essere ricontattati?

Purtroppo attualmente non ci sono delle regole severe ed efficaci che mettano un freno all’aggressività di alcuni operatori.

D’altra parte, il Registro Pubblico delle Opposizioni, che doveva servire a chi si iscrive per esprime il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing, si è rivelato un fallimento.

Il problema è che, se abbiamo già espresso il nostro consenso al trattamento dei dati (magari in altre occasioni come, ad esempio, per sottoscrivere una carta fedeltà o un qualsiasi altro contratto) il telefono continuerà a squillare!

Allo stato attuale, per difendersi è utile ricordare che è nostro diritto sapere dove è stato reperito il nostro numero (cioè il soggetto a cui abbiamo ceduto i dati per usi pubblicitari), in quanto l’operatore di telemarketing ha l’obbligo, su richiesta dell’utente, di informare da quale lista sia stato estratto il suo numero telefonico (vale a dire, sapere chi è il “soggetto titolare del trattamento dei dati”).

Una volta ottenuta tale indicazione, sarà quindi possibile revocare il consenso prestato, inviando direttamente a tale soggetto (il titolare del trattamento dei dati) una raccomanda A/R con la richiesta di cancellazione: per farlo potete usare il modulo presente qui.

In caso di inadempimento (In seguito all’invio della richiesta di cancellazione dei propri dati, il titolare ha l’obbligo di rimuovere entro 15 giorni dalle proprie liste il numero telefonico in questione), potrete segnalare l’inadempienza all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Senza dimenticare che è sempre possibile fare una segnalazione alla Polizia Postale. L’arma migliore, comunque, resta la prevenzione: in caso di sottoscrizione di contratti di servizi, è opportuno limitarsi a firmare solo il consenso obbligatorio, quello cioè necessario per fruire del servizio stesso, evitando accuratamente di apporre altre firme (o, comunque, di “flaggare” altre caselle), onde evitare che i vostri dati e contatti siano utilizzati per fini commerciali o vengano ceduti a terzi.

E’ bene, inoltre, concedere con parsimonia il proprio numero di telefono (meglio evitare, ad esempio, di metterlo su social-network o altri siti internet o forum)non dare consensi telefonici all’attivazione di contratti.

 

Contributo a cura dell’avv.to D’Antuono Giuseppina.